Questo è un post a cui tengo molto perché dimostra come la rete, internet, può aiutare i borghi abbandonati dall’emigrazione a poter rivivere, a poter sperare di avere una nuova opportunità utilizzando in maniera intelligente e acuta la comunicazione digitale.
C’è un borgo in Calabria, San Basile, c’è un Sindaco, Vincenzo Tamburi, c’è una delle amministrazioni più giovani dell’Italia. C’è la voglia di ridare vita ad un paese, c’è la convinzione che un valido progetto sia la giusta strada per fare promozione turistica, c’è la voglia di rimanere e di poter aiutare l’economia locale.
Ci sono tanti elementi positivi in questa iniziativa che sarebbe difficile elencarli tutti. Ma c’è un elemento prima di tutto. C’è la volontà di poter utilizzare internet per fare cultura digitale e accrescere direttamente la cultura locale. Perché di cultura stiamo parlando. La cultura di luoghi con grandi tradizioni, luoghi dove ancora oggi il progresso tecnologico non è arrivato, luoghi dove la cittadinanza vive secondo i metodi e i modi del passato.
Il progetto “Una casa a San Basile” è la massima espressione di come internet può aiutare a rendere migliore non solo la vita di una singola persona ma l’intera collettività di un paese, rendendo orgogliosa l’intera regione di fronte ad una tale operazione, rendendomi orgoglioso di poter portare questo esempio al di fuori della Calabria.
Finalmente posso raccontare un’esperienza nostrana in contesti extra regionali, finalmente posso sentirmi gratificato come addetto ai lavori. A molti sembrerà poco ma chi conosce il mio pensiero questo è un bellissimo dono di Natale. Non voglio raccontarvi nel dettaglio il progetto. Lascio a tutti la possibilità di farlo, basta scrivere una Una casa a San Basile su Google.






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