No! Non ho deciso di cambiare mestiere. Il titolo di questo post potrebbe trarre in inganno ma per fortuna non ho deciso di fare il cuoco o nè tanto meno di preparare il brodo per stasera.
E’ un semplice gioco di parole che a parer mio, visto dalla giusta prospettiva, nasconde all’interno alcuni spunti di riflessione sull’utilizzo dei mezzi di comunicazione in rete e sulla loro efficacia mediatica. Continuando a leggere capirete presto il perché di questo strano accostamento del brodo con i social networks.
Si fa un gran parlare del social media marketing e del suo crescente utilizzo come strategia di marketing sul web. Il continuo tam-tam di notizie, statistiche, servizi televisivi, articoli sulle testate giornalistiche, osannano la sua forza comunicativa. Tutti, addetti o non addetti ai lavori, semplici persone o titolari di attività commerciali, vogliono partecipare e prendere parte a questa piccola rivoluzione. Ecco quindi scatenarsi un flusso continuo di informazioni senza precedenti a cui difficilmente si riesce a stare dietro, dando una precisa connotazione e moderazione. Una sorta di fiume in piena.
Tanti sono convinti che postare in continuazione sui social networks senza coinvolgimento alcuno o interazione con le persone, è un modo corretto di fare business o, quantomeno, un modo a costo zero per fare e farsi pubblicità. Se poi a questo modo di agire corrisponde un aumento delle richieste di amicizia o di fan è facile pensare che questo tipo di approccio abbia, nella mente di chi lo utilizza, una sua reale efficacia.
Sono perplesso, sono molto perplesso ma non stupito. Potrebbe accadere, anzi già accade, che l’accesso gratuito a questi nuovi mezzi di comunicazione di “massa” (basti pensare ai 350.000.000 di account su Facebook) possa innescare la convinzione di gestire efficacemente la propria comunicazione in modo del tutto autonoma senza conoscere e saper decifrare gli effetti in modo oggettivo.
Questo approccio sembra dilagare, prendere sempre più piede. Ecco un esempio reale che risale a ieri sera.
Salve, se posso permettermi vorrei consigliarle di evitare di postare sempre le stesse immagini durante la giornata…sarebbe bello invece interagire con i suoi fan, chiedere a loro cosa organizzano durante il fine settimana, commentare un evento appena organizzato…in sostanza interagire. I suoi fan già conoscono la struttura…
Salve..ho dalle 15 alle 20 richieste di amicizia al giorno e cmq Tutto fa brodo…basti pensare al bombardamento pubblicitario che abbiamo in tv..poi fb è gratis..secondo me è da fessi nn sfruttarlo..ognuno attua le proprie strategie per far business…
Allora: è possibile oggettivamente misurare quanti hanno richiesto l’amicizia o sono diventati fan dopo aver condiviso un post su Facebook? Perché solamente i dati potrebbe dare ragione ad uno rispetto ad un altro.
L’approccio alla comunicazione in rete e alla pubblicità sul web pensavo iniziasse a cambiare, pensavo che finalmente la comunicazione potesse guardare alla qualità del messaggio piuttosto che alla quantità dei messaggi veicolati. Non vorrei che si applicasse, per l’ennesima volta, lo stesso principio dei primi anni di internet quando tutti erano convinti che avere un sito web avrebbe portato tanti soldi e tanti utenti. Accadrà anche per chi è convinto di poter sfruttare i social networks per farsi pubblicità?
Quindi mi chiedo e vi chiedo, è meglio il brodo di gallina o il brodo vegetale? Sinceramente io propendo per quello di gallina, molto più nutriente di quello vegetale. Ma come alcuni mi hanno fatto subito notare è più complicato cucinarlo. Bisognerà trovare la gallina, pulirla, prepararla e poi cucinarla. In sostanza il tempo da dedicarci è più lungo rispetto al brodo vegetale, dove nel calderone si getta dentro di tutto e di più.
Pertanto, si è disposti ad aspettare? E tu quale brodo preferisci?





Loading ...
Nessun commento ancora.