E-mail marketing 4 e/orrori da evitare

Era da un pò di tempo che non si leggevano e analizzavano statistiche sull’utilizzo dell’e-mail marketing in Italia e in Europa. Contact Lab ha pubblicato recentemente la ricerca “European E-mail Marketing Consumer Report” sull’utilizzo dell’e-mail nelle principali 5 nazioni Europee. I risulati della ricerca danno l’e-mail marketing in buona salute così come cresce la consapevolezza da parte dell’utente nella lettura e nella visualizzazione delle e-mail ricevute. L’e-mail marketing resta tra le più efficaci strategie di web marketing cercando di difendersi dall’incalzare delle nuove strategie di comunicazione, in primis il social media marketing.

Conferme provengono anche dall’autorevole sito Emarketer.com che recentemente ha pubblicato un sondaggio secondo cui il 37,8% degli intervistati dichiara che aumenterà di molto gli investimenti previsti nel 2010 rispetto al 2009 per azioni di e-mail marketing.

Dalle ricerche alla realtà dei fatti la situazione non è poi così chiara e ancora oggi assistiamo ad un utilizzo dell’e-mail marketing a volte approssimativo e poco efficace.
L’assenza di una precisa strategia nelle spedizioni, nel costruire il contenuto dell’e-mail, nell’utilizzo di software appropriati, nella raccolta dei dati e nell’analisi del ROI proveniente da ciascuna campagna di e-mail marketing, ne inibiscono l’uso corretto creando un effetto contrario rispetto all’obiettivo principale di fidelizzazione e acquisizione di nuova clientela.

Di seguito 4 errori da evitare nel creare una campagna di e-mail marketing.

Indirizzo e-mail del destinatario impersonale

Spesso si rimane quantomeno basiti, quando aprendo la casella di posta privata, riceviamo delle e-mail commerciali dove il nostro indirizzo compare accanto ad altri destinatari tutti inseriti nel campo CC (copia carbone). Oppure ci troviamo, stranamente e senza capire il perchè, inclusi in una mailing list con i nomi più assurdi e disparati. La comunicazione tramite e-mail deve essere una comunicazione diretta e non di massa per avere successo, deve invogliare la lettura e non essere subito etichettata come spam perché impersonale.

Affinché il destinatario sia coinvolto dal messaggio pubblicitario, dalla notizia o dalla comunicazione deve sentirsi considerato come persona prima che come semplice indirizzo e-mail, deve sentirsi importante, quasi come se fosse lui l’unico destinatario di quella e-mail. Questo è un errore/orrore che spesso accade e che dipende soprattutto da una cattiva gestione dei propri contatti (non si conosce il nome/cognome del cliente).

Formato html e immagine unica

Spedire e-mail con mille righe di codice html, fogli di stile con caratteri e colori diversi, costruite con word, con front-page, o addirittura con publisher senza essere prima debitamente ottimizzati possono inficiare la bontà del contenuto del messaggio. Rispetto al passato tutti i client di posta elettronica leggono le e-mail che supportano l’html, ma non tutti sono configurati per riceverle e non tutti sono configurati per mantenere l’html una volta premuto il tasto “inoltra”. E’ consigliabile ancora mantenere una doppia visualizzazione della e-mail (sia testuale sia in html) per permettere che la comunicazione diventi “virale”.

E’ assolutamente sconsigliato inserire nel contenuto dell’e-mail un’immagine unica con il testo inserito all’interno. Molti utenti avranno difficoltà nel comprendere subito il significato del messaggio.

Firma in coda, cancellazione e indirizzo valido per “rispondi”

La conclusione di una e-mail dovrebbe indicare un riferimento preciso di una persona o di un ufficio, con relativo indirizzo e-mail e altre informazioni utili al cliente per contattare il mittente. Ancora accade di vedere messaggi che si chiudono con “Lo staff di …”. E’ veramente frustante, invece, trovare la dicitura ”non rispondere a questo indirizzo…”.

Ma perché? Perché io non posso direttamente rispondere alla mail ricevuta ed esperimere un parere, un consiglio oppure chiedere la mia definitiva cancellazione, perché costringere l’utente a perdere tempo e pazienza nel recuperare un nuovo indirizzo mail quando è possibile facilitarlo nel comunicare direttamente con noi.

Salutiamo e spieghiamo il motivo della nostra assenza

Nei periodi di feste o di particolari eventi, siamo bombardati da e-mail che ci informano su nuove offerte, nuovi prodotti e sensazionali sconti. Magari per mesi non abbiamo ricevuto alcuna notizia, ignorati completamente e all’improvviso riceviamo una mail commerciale.

Immaginiamo un amico che dopo mesi, chiama e dice di volerci vendere la sua macchina senza neanche salutare. Cosa penseremo! Ma guarda tu, non si fa sentire da una vita e mi chiama perché vuole vendere la sua macchina. Ma che faccia tosta! Se non comunichiamo da tanto tempo con un nostro cliente (sarebbe preferibile mantenere una certa continuità nel tempo) salutiamolo prima e spieghiamo il motivo della nostra assenza e poi, senza essere troppo invadenti, invitiamolo a leggere il messaggio e infine ringraziamolo della sua attenzione.

Ricapitolando

Evitiamo di commettere gli errori sopra elencati. E’ semplice farlo seguendo questi consigli:

  • Inserire solo l’indirizzo email del cliente come destinatario dell’email (no mailing list, no indirizzo email nel campo CC )
  • Evitare di creare mail pieni di codice html o con un’immagine unica, diamo la possibilità della visualizzazione testuale.
  • Fima in coda con chiaro riferimento ad una persona o settore dell’azienda e dare la possibilità di rispondere alla mail ricevuta abilitando il tasto “Rispondi”
  • Spieghiamo il motivo della nostra assenza dopo mesi di silenzio e cerchiamo di essere poco invadenti

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere ma non è il caso di appesantire questo post. Per concludere è bene ricordare che non c’è azione più difficile nel marketing che recuperare un cliente perso.