E’ da un paio di giorni che mi trovo a parlare con due miei cari amici sui pericoli, in ottica di posizionamento nei motori di ricerca, per i domini e i contenuti duplicati. Pensavo che oramai fosse chiaro il concetto oltre che molto semplice. Copi quindi vieni penalizzato.
C’è in rete una miriade di documenti e di post che trattano l’argomento in maniera approfondita. Ci sono anche le dichiarazioni ufficiali del principale motore di ricerca a livello mondiale, Google ovviamente, sulla gestione delle pagine con contenuti identici ad altre risorse digitali.
Esistono però molti casi che utilizzano, in maniera errata e con grossi pericoli, la duplicazione dei domini con estensione diversa che puntano contemporaneamente su un unico database dove risiedono i campi con i contenuti delle pagine web.
In sostanza esistono domini .eu o .it che, una volta richiamati da browser, effettuano delle query dinamiche su una stessa istanza DB. In questi casi non ci troviamo di fronte a contenuti duplicati che risiedono su due differenti indirizzi di rete ma sulla stessa classe di rete.
Questa approccio è molto pericoloso perché Google applica la scelta di far visualizzare un dominio piuttosto che un altro utilizzando come principale criterio l’anzianità del dominio e la sua popolarità in termini di back-link ricevuti.
Molto spesso tutto questo accade quando vengono creati dei nuovi progetti web, restyling di progetti vecchi o acquisizione di nuovi domini. In tutti questi casi la scelta da fare è puntare solo ed esclusivamente su un dominio ed effettuare dei redirect 301 dal vecchio dominio al nuovo dominio così da evitare inutili se nonché dannosi contenuti duplicati.
Oltre ai danni sul posizionamento nei motori di ricerca il danno è anche sull’immagine e sulla rintracciabilità del dominio. Quando si compra un dominio, si compra un marchio. Sul marchio (brand a chi piace chiamarlo) si basa molto della strategia di web marketing per la promozione di un progetto sulla rete.
Mi ricordo il mio vecchio maestro di web marketing che mi diceva sempre “noi dobbiamo far in modo che l’utente la seconda volta che ci visita lo deve fare scrivendo per intero il dominio nel campo delle url”. Parole sacrosante che spesso vengono disilluse da chi invece crede che avere 100 domini e meglio di averne uno solo, perché pensa che avere più porte di accesso sia meglio di averne una ben chiaro.
In sostanza Google ragiona cosi:
- Di fronte a due domini differenti come estensione privilegia quello più anziano di fronte a dei contenuti duplicati
- E’ molto probabile che il dominio più giovane venga relegato in posizioni di coda
- Riattivare domini dormienti con contenuti duplicati comporta probabili immediate penalizzazioni
Come affrontare una situazione del genere non avendola partorita?
- Controllare quale sia il dominio più anziano e quello che riceve maggiori link in entrata
- Chiamare la web agency di riferimento e chiedere immediatamente di oscurare il dominio recente
- Chiedere alla web agency di procedere a creare lato server gli opportuni redirect 301 dal vecchio dominio al nuovo
- Evitare assolutamente di cambiare dominio e di migrare l’intero contenuto senza aver prima effettuato la mappa dei redirect 301
- Attivare immediatamente un nuovo sito su Google Webmaster e monitorare l’andamento del posizionamento
- Utilizzare le funzioni avanzate di Google Webmaster per il trasferimento del dominio
- Iniziare a farsi il segno della croce





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