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  • Arturo Salerno 4:40 PM on 17/08/2010 Permalink  

    Il piano di web marketing diventa piano di identità 

    Vorrei rendervi partecipe del lavoro che sto elaborando in questa lunga estate. Si tratta della realizzazione di un piano di web marketing operativo, un compendio di tutte le attività necessarie per promuovere un progetto su internet. Una scaletta di azioni e operazioni necessarie affinché un sito web posso essere rintracciabile nella rete comunicando in maniera chiara e precisa la propria finalità. Un progetto aperto, contaminato e personalizzato.

    Partendo da queste premesse viene del tutto naturale non parlare di piano di web marketing bensì di piano di presenza sul web, di identità, di esistenza e delle tappe naturali nel suo percorso di vita. L’idea è realizzare un documento che sia aggiornato e aggiornabile in base alle continue e future nuove dinamiche di promozione.

    Un’idea che metta in grande risalto tre aspetti principali:

    • come deve essere realizzato un sito web e quali funzionalità deve avere nell’era del social marketing
    • la sua promozione nella rete a 360 gradi
    • la sua utilità sociale nel creare conversazioni

    Per dare un aspetto più immediato il piano non prevede la solita nomenclatura, spesso obsoleta e poco intuitiva, ma una sequenza logica di domande con annesse l’esplosione minuziosa delle risposte.

    Per ciascun punto sarà dato ampio spazio alla realizzazione delle check-list operative, utilissime a chi dovrà eseguire le azioni e a chi vorrà utilizzare il documento per formarsi. Non è del tutto esclusa la possibilità che il documento diventi un e-book da distribuire o il programma per corsi avanzati di web marketing. Vedremo.

    Adesso mi piaceva condividere la base del progetto. Ecco le domande che il progetto si sta ponendo.

    Piano presenza web

    Ne manca qualcuna? Suggeritela ;)

     
  • Arturo Salerno 3:29 PM on 25/06/2010 Permalink | Reply  

    Voi povere Web Agency 

    Questo è un post di sfogo, uno di quelli che lo scrivi senza neanche rileggerlo, così di getto! Nato dal nervosismo legato a un incontro appena concluso. Non siete voi poveri clienti a sbagliare ma voi povere web agency a vendere solo fumo e niente arrosto.

    Siete voi che rovinate il mercato e c’è chi poi deve fare i salti mortali per riuscire a dare un senso al tutto. Siamo noi poveri web marketer, convinti sostenitori che non può esistere un valido progetto senza avere alla base un valido progetto per promuoverlo, per renderlo visibile e per rendere usabile.

    Voi che fate il vostro lavoro, spesso lo fate male, e non avete neanche il buon senso di dire “abbiamo fatto un prodotto che non va” forse “dobbiamo rivedere il progetto”. Voi siete quelli che arrivano prima sul mercato e arrivando prima vi prendete il lusso di fare soldi, di campare o di svendere all’ingenuo cliente la sfortuna di essere capitato nelle vostre mani.

    (More …)

     
  • Arturo Salerno 12:26 PM on 05/04/2010 Permalink | Reply  

    Il CMS e il ruolo del consulente di web marketing 

    Cms e consulente web marketingRieccomi dopo un periodo di assenza dovuto a vari impegni lavorativi. In questi ultimi giorni ho avuto modo di concentrare la mia attenzione sul CMS (Content Management System) e sul ruolo del consulente di web marketing per costruire un sito web che permetta di realizzare un’alberatura dei contenuti utili:

    • ai visitatori nel reperire le informazioni ricercate in tempi rapidi e compiere veloci azioni
    • ai vari “spider” dei motori di ricerca di leggere e archiviare le informazioni con una sequenza semantica tra contenuto descrittivo e contenuto tematico
    • ai redattori di avere uno strumento semplice e duttile che faciliti la costruzione di pagine e la loro corretta localizzazione interna

    E’ preferibile, prima di arriva al nocciolo della questione, chiedersi se è necessario utilizzare un CMS Open Source (WordPress, Joomla, Drupal, etc) magari procedendo a personalizzarlo in base alle proprie esigenze o realizzarne uno ex-novo cercando di strutturarlo per raggiungere al meglio l’obiettivo prefissato.

    La scelta spesso ricade sulla capacità economica di investimento e sulla magica parola “Open Soure”, sinonimo di risparmio e velocità d’installazione grazie ai vari Service Provider che includono la possibilità di installare questi applicativi nei loro server virtuali.

    Se volessimo realizzare un sito web semplice, magari un blog, allora la scelta ricadrebbe su un CMS costruito appositamente per tale finalità perché così potremmo sfruttare tutta una serie di plugins, templates e moduli sviluppati dalla community del software libero. Se volessimo invece realizzare un sito web più complesso, con particolari funzioni di ricerca, catalogazione dei dati, funzioni di e-commerce, analisi degli accessi, reportistica di vendite, tracciabilità dei prodotti e quant’altro, allora dovremmo, come risulta essere ovvio, commissionare la sua realizzazione ad una società specializzata.

    Dopo aver scelto la società, qui si aprirebbe un discorso lunghissimo su chi preferire e non è il caso di affrontarlo in questo post, bisogna accompagnare il progetto dall’inizio fino alla fine facendosi consigliare non solo dalla società ma da un consulente di web marketing esperto nel settore di competenza del progetto. Penso che avere un consulente esterno di web marketing sia fondamentale per diversi aspetti:

    • vedrà il progetto con un occhio particolare verso la struttura di codice per la promozione del sito sul web
    • potrà consigliare la società a non utilizzare i soliti pacchetti di CMS pre-configurati per tutte le occasioni ma di personalizzarlo in base alle esigenze del cliente
    • riuscirà già dall’inizio a consigliare la corretta sequenza logica delle pagine per la loro corretta indicizzazione sui motori di ricerca
    • avrà uno strumento personalizzato per svolgere al meglio la sua attività di promozione
    • avrà molte più possibilità di far raggiungere gli obiettivi al cliente per ottimizzare e migliorare il ROI sull’investimento sostenuto per la realizzazione dell’applicativo

    Alcuni potrebbero obiettare che tale ipotesi di lavoro abbia dei costi sostenuti e io non potrò che dargli ragione. Ma alla fine dopo aver speso tempo e risparmiato soldi per aver scelto un CMS Open Soure, il cliente darà ragione al consulente che gli aveva correttamente indicato il giusto percorso da seguire e si troverà a ripartire d’accapo. Nel mentre, i suoi competitor avranno conquistato quote di mercato e clienti.

    Morale della favola: chi più spende meno spende!

     
    • Antonello Maresca 3:54 PM on 05/04/2010 Permalink

      Gran bel post, Arturo. La fase della scelta di un cms è fondamentale per il buon esito di un progetto web.

      Troppo spesso le “fazioni”, tra i fautori dell’ “open source” o del “closed source”, dimenticano le reali esigenze del cliente e le specifiche del progetto.

      Non bisogna trovare una soluzione ma la soluzione migliore per ogni specifica esigenza.

    • Arturo Salerno 4:19 PM on 05/04/2010 Permalink

      Grazie Antonello, sono d’accordo con te quando dici che bisogna trovare la soluzione migliore a soddisfare le esigenze del cliente.

      Vorrei che passasse il messaggio di far partecipare attivamente nell’intero processo di scelta di un CMS chi poi dovrà occuparsi della promozione. Non l’ultima ruota del carro ma il timone della nave.

    • Andrea Gaudio 12:53 PM on 13/04/2010 Permalink

      Ciao Arturo complimenti per il lavoro che stai portando avanti.
      Sul tuo post nulla da eccepire, i punti salienti per la scelta di un CMS li hai giustamente evidenziati; il cliente spesso guarda invece all’aspetto grafico sta appunto al consulente prendere in considerazione altri aspetti come la fruibilità dei contenuti per motori di ricerca ma soprattutto una corretta esposizione degli stessi agli utenti.

    • Arturo Salerno 1:24 PM on 13/04/2010 Permalink

      Ciao Andrea, grazie! Mi fa piacere questo tuo commento perché so la tua appartenenza a questo tipo di approccio. A presto. Arturo

  • Arturo Salerno 9:25 AM on 10/02/2010 Permalink | Reply  

    Come misurare l’efficacia “base” di una campagna di email marketing 

    Campagna email marketingChi utilizza come strategia di comunicazione e di promozione l’email deve necessariamente analizzare i risultati ottenuti per poter misurare l’efficacia della propria campagna di e-mail marketing.

    Questo processo, attraverso la lettura e l’interpretazione dei valori e dei risultati ottenuti (KPI – Key Performance Indicator), permette oggettivamente di quantificare la performance al fine di individuare i fattori critici di insuccesso.

    In questo post verranno individuati i principali indicatori con le formule matematiche per calcolarli e per ciascuno di esso verrà spiegato il suo valore per una valutazione oggettiva dei dati.

    Bounce rate (Tasso di ritorno)

    Per bounce rate si intende il numero di e-mail che sono non state consegnate al destinatario rispetto al numero totale di email spedite. Questo dato permette di valutare la bontà della propria lista di indirizzi (mailing-list). Analizzando in maniera dettagliata le risposte del server è possibile suddividere il bounce rate in: hard-bounce rate e soft-bounce rate.

    (totale di email non consegnate / totale di email spedite) x 100

    L’hard-bounce rate indica il numero totale di e-mail che sono state respinte dal server a causa di un errore grave (indirizzo email inesistente, account email disattivato). Un alto tasso di hard-bounce è indicatore di una mailing-list vecchia e non aggiornata.

    (totale di hard-bounce / totale di email spedite) x 100

    Il soft-bounce rate indica il numero totale di e-mail che sono state respinte dal server a causa di un errore temporaneo (casella di posta piena, mittente al momento non raggiungibile, risposta automatica per impossibilità nella lettura, etc. ). Un alto tasso di soft-bounce è indicatore di una mailing-list vecchia,di una comunicazione poco efficace o di un software utilizzato poco professionale.

    (totale di soft-bounce / totale di email spedite) x 100

    Delivery Rate (Tasso di consegna)

    Questo valore è complementare al Bounce Rate ed indica il numero totale di email che sono state correttamente consegnate al destinatario nella rispettiva casella di posta elettronica.

    (totale email consegnate / totale email spedite) x 100

    Questo dato spesso non indica con estrema sicurezza che l’utente leggerà l’email e che la comunicazione sia stata letta dal proprio target. Questa dato, a differenza del bounce rate, deve essere ponderato per dare un giudizio obiettivo.

    Open rate (tasso di apertura)

    L’open rate indica il tasso di apertura dell’email da parte del destinatario rispetto al numero totale di invii. Il dato di apertura viene conteggiato attraverso la visualizzazione di una immagine nascosta nel testo. Avere bassi tassi di apertura possono indicare oggetto e mittente poco comunicativi. E’ importante scegliere un oggetto accattivante che spinga l’apertura ed indirizzo di posta elettronica del mittente subito identificabile.

    (totale email aperte / totale email spedite) x 100

    Come il delivery rate anche l’open rate non è un dato oggettivo. La tendenza attuale di molti client (Outlook, Thunderbird,etc) di posta elettronica nel bloccare la visualizzazione delle immagini, almeno nella configurazione di default, inibisce il corretto conteggio. E’ anche vero che se un cliente effettua un click su un link presente nell’email vorrà dire che avrà necessariamente aperto l’email.

    Click-through Rate (Tasso generico di click)

    Il click-through rate indica la percentuale di utenti che hanno cliccato un link all’interno dell’e-mail rispetto al totale dell’email consegnate. Un buon tasso di click-through rate esprime un contenuto nel messaggio efficace e una buona profilazione del destinatario.

    (totale email cliccate / totale email consegnate) x 100

    E’ importante ricordare che all’interno delle email sono presenti dei link che non indicano espressamente la volontà del destinatario di approfondire la conoscenza sull’oggetto della spedizione. Questi link, cancellazione o visualizzazione sul sito web, devono essere esclusi dal conteggio.

    Click-to-open rate (Tasso di click su apertura)

    Il click-to-open rate indica la percentuale di utenti che hanno effettuato almeno un click rispetto al numero totale di e-mail aperte. Questo dato permette di superare le limitazioni del click-through rate ridimensionando il suo valore per una maggiore precisione.

    (totale email cliccate / totale email aperte) x 100

    Visto la tendenza ad avere dei dati più oggettivi e degli indicatori di performance più specifici e dettagliati, i valori appena enunciati vengono definiti di “base”. Altri indicatori come “call-to-action” ”active-user rate” saranno oggetto di un successivo approfondimento.

    Buon e-mail marketing a tutti.

     
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