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  • Arturo Salerno 11:12 AM on 02/06/2010 Permalink | Reply  

    Google sempre più social search engine 

    Oramai è assodato che Google voglia integrare sempre di più i risultati provenienti dai social network all’interno delle proprie ricerche. E’ di questa settimana il lancio di un nuovo servizio in modalità BETA ovviamente ancora solo per Google.com. Di che si tratta? In sostanza il motore di ricerca associa il vostro account Google ai vari account dei vostri amici a cui siete collegati non solo attraverso i social network ma anche attraverso i feed, l’iscrizione nei forum, etc. Crea una sorta di “social circle” associando alla parola chiave utilizzata per la ricerca tutte le risorse utili provenienti dai vostri amici facendoli comparire in coda ai risultati di ricerca. La funzione è piuttosto complessa mi riservo di analizzarla al meglio in un approfondimento.

    I risutalti a fondo pagina

    I miei amichetti che taggo con Google Allert: Antonio Maresca, Alessandro Sportelli

    Le specifiche del servizio

    Non del tutto contento ora Google, nella sezione “Updates” del .com, mostra la cronologia temporale dei vari aggiornamenti di status per i social network. Ciò dimostra che Google indicizza e memorizza questi dati oppure che legga a ritrovo nei vari profili.

    In sostanza sempre di più Google diventa un social search engine e valorizza ancor di più l’importanza di fare SEO non solo nelle nostre amate pagine web.

    Su questo argomento se ne parla sulla pagina di Semseo su Facebook.

    Alla prossima e buona festa!

     
  • Arturo Salerno 9:26 AM on 10/03/2010 Permalink | Reply  

    La scelta delle parole chiave per le campagne “pay per click” 

    Campagne pay per click AdwordsTra le varie fasi che compongono la realizzazione di una campagna pubblicitaria in modalità “pay per click”, la scelta delle parole chiave risulta essere la più importante. Le campagne pubblicitarie “pay per click” (ovvero i collegamenti sponsorizzati) sono annunci testuali che vengono visualizzati e contestualizzati nelle SERP (pagina con l’elenco dei risultati) dei motori di ricerca a seguito di query composte da parole chiave singole o composte. E’ facile pertanto intuire come debba essere minuziosa la fase di studio e raccolta al fine di raggiungere appropriatamente il pubblico di destinazione dei nostri messaggi promozionali.

    Il programma pubblicitario Google Adwords è il più utilizzato sul web. La sua capacità di raggiungere il maggior numero di utenti, la possibilità di scegliere tra varie tipologie di targeting, l’integrazione con dispositivi mobile e la capillarità di fornitura degli annunci testuali su siti esterni non è paragonabile a confronto con gli altri competitor: Yahoo! Search Marketing, Bing Advertising e Miva.

    Prima di suggerire tre metodi diversi per scegliere le parole chiavi da associare agli annunci è utile capire come Google Adwords, rispetto alle parole chiave specificate e associate alle campagne, determina la pubblicazione di un annuncio sulle pagine di ricerca.

    Google Adwords permette di associare agli annunci parole chiave scegliendo tra diverse opzioni di corrispondenza:

    • Corrispondenza generica
    • Corrispondenza a frase
    • Corrispondenza esatta
    • Corrispondenza inversa

    Corrispondenza generica

    Definizione: La corrispondenza generica determina la visualizzazione dell’annuncio per ricerche con la parola chiave a prescindere dalla sequenza con cui le parole chiave vengono digitate o seguite da altre parole. Gli annunci verranno visualizzati includendo i sinonimi e i plurali.

    Vantaggi: Vasto pubblico, maggiore visibilità dell’annuncio, riduzione del tempo per creare il pacchetto di parole chiavi.

    Corrispondenza a frase

    Definizione: La corrispondenza a frase determina la visualizzazione dell’annuncio per ricerche che includono le parole chiave nell’esatta sequenza per come vengono specificate precedute o seguite da altre parole.

    Vantaggi: Pubblico mirato, ottimizzazione del budget, utente in fase di pre-acquisto.

    Corrispondenza esatta

    Definizione: La corrispondenza esatta determina la visualizzazione dell’annuncio per ricerche che includono esattamente la parola chiave specificata. Gli annunci non verranno visualizzati per ricerche con l’aggiunta di altre parole chiave e lettere extra.

    Vantaggi: Utente in fase di acquisto, parole chiave mirate e specifiche, pubblico geolocalizzato.

    Corrispondenza inversa

    Definizione: La corrispondenza inversa determina la non visualizzazione dell’annuncio in presenza di parole chiave non pertinenti inclusa nella ricerca.

    Vantaggi: Ricerche precise, utente mirato, potenziali alti tassi di conversione.

    Quali strumenti utilizzare per ricercare le parole chiave più pertinenti e correlate all’oggetto delle campagne di collegamenti sponsorizzati?

    Google Insights

    Con Google Insights è possibile confrontare i volumi di ricerca per aree geografiche, categorie, intervalli di tempo e proprietà dei siti web. Uno strumento molto utile in fase di gestione della tempistica di messa on-line degli annunci pubblicitari e della localizzazione territoriale delle ricerche.

    Google Keywords External Tool

    Keywords tool è il servizio presente in ogni account di Google Adwords. Il servizio permette di conoscere il volume di ricerca per ciascuna parola chiave. E’ possibile ordinare i risultati in base a diversi parametri (volume di traffico, costo medio click, corrispondenza, livello di concorrenza) ed inoltre fornisce suggerimenti per parole chiavi correlate.

    Opzione “ricerche correlate”

    Presente all’interno dell’opzione “mostra opzione” delle classiche ricerche di Google permette di conoscere ricerche composte dalle stesse parole chiave utilizzate e da varie combinazioni con parole chiave simili tematicamente.

     
    • Enrico Ferretti 11:53 AM on 11/03/2010 Permalink

      Ottima guida, io per la scelta delle parole chiave aggiungerei un’analisi dei siti competitors presenti nelle prime pagine dei motori di ricerca, ma anche dei loro annunci tramite lo strumento di anteprima degli annunci: https://adwords.google.it/select/AdTargetingPreviewTool

    • Arturo Salerno 10:55 AM on 12/03/2010 Permalink

      Grazie Enrico per l’utile strumento che ci hai segnalato Sono d’accordo con te sull’opportunità di effettuare un’analisi dei competitors nei risultati di ricerca.

  • Arturo Salerno 9:34 AM on 19/02/2010 Permalink | Reply  

    Da “search engine” a “universal social engine”. Nasce la SEO ETICA. 

    Copertina "You" del TimesPrendendo spunto da una discussione su Facebook, nata da un post di Antonello Maresca che condivideva l’articolo “Più traffico da Facebook che da Google” apparso sul blog di Tiziano Fogliata, mi piacerebbe continuare a disquisire sull’argomento in questo post.

    Lunedì il San Francisco Chronicle in un articolo dichiarava che Facebook sta superando Google come primo “referrer” (fonte dalla quale un utente viene a conoscenza di una pagina web) per alcuni portali web di assoluto blasone. La notizia ha fatto presto il giro del mondo ed è stata ripresa da importanti blog internazionali e italiani del settore. Su questo argomento molti utenti stanno discutendo utilizzando le varie piattaforme sociali.

    C’è chi finalmente vede il lento ma costante decremento del monopolio di Google nel generare traffico a favore di Facebook e Twitter. C’è chi invece crede che la potenza di Google basata sul suo algoritmo e sulla quantità di contenuti indicizzati non potrà essere scalfita e che resterà, non si sa fin quando, la principale sorgente di traffico. Nel frattempo Bing e Yahoo! arrancano, cercando di non restare estromessi da questa competizione sull’accesso ai contenuti digitali.

    E’ assodato oramai che il “search” sta vivendo un periodo piuttosto movimentato. Le tante novità che Google sta rilasciando negli ultimi mesi non hanno eguali finora. Dopo la notizia dell’integrazione dei risultati di ricerca di tweet e post provenienti dai social network, la lotta senza limiti alla vendita di link, la messa online del servizio Buzz (social network legato alla casella di posta Gmail) e tante altre piccole nuove funzione mostrano, indiscutibilmente, la volontà di ampliare i criteri per la classificazione delle informazioni lavorando non solo sul miglioramento del suo algoritmo ma specialmente sul potenziamento qualitativo dei propri risultati di ricerca e sulla raccolta di informazioni in tempo reale.

    Se fino ad ieri la link popularity proveniente da siti “trust” (siti di fiducia mai macchiati da attività di spam e riconosciuti globalmente come fonti attendibili ) era considerata uno dei criteri più importanti per definire la posizione nelle SERP (pagine dei risultati di ricerca) adesso c’è nell’aria la percezione che siano gli utenti e la loro forza virale di condivisione a definire le nuove regole di classificazione. Questo passaggio di consegne è in corso e probabilmente non avrà efficacia nel breve tempo.

    Contemporaneamente i social network e i micro-blogging, crescono e maturano. Gli utenti iniziano ad usare i nuovi “media” digitali (passaggio da social network a social media) di comunicazione in maniera più cosciente e con maggiore consapevolezza del mezzo. Discutono, condividono, leggono. In una sorta di agorà virtuale, il pensiero e le convinzioni vengono globalmente messe in relazione e da cui ognuno può liberamente trarre le sue deduzioni, ampliando la propria conoscenza e ritrovandosi socialmente come parte attiva della comunicazione.

    Se i motori di ricerca cercano di diventare “social”, i social network cercano di diventare “social engine”. Facebook, con i suoi 400.000 milioni di utenti che condividono link e informazioni in maniera virale, con la messa online della nuova veste grafica ha volutamente messo in evidenza la sua funzione di ricerca spostandola dal lato destro del template ad una posizione più centrale.
    Inoltre, ha aperto la ricerca non solo ai post degli amici o degli amici di amici ma anche ai post globali, riprendendo lo spirito libero della “public line” di Twitter.

    In sostanza il principio è sempre lo stesso ma visto in una nuova ottica e prospettiva. In parole povere: se il tuo contenuto è condiviso da tanti utenti vorrà dire che il tuo contenuto è attendibile. Pertanto il tuo contenuto diventa ”social trust”. Ecco il passaggio essenziale, il cambio di rotta. Non è più un link pubblicato su una pagina a definire la tua qualità ma è la accettazione sociale di utilità dell’informazione presente nel link, esso che sia una pagina testuale, un video o un’immagine.

    La semplice condivisione del link sui social network non indica, però, per quali parole chiavi questo contenuto verrà ricercato e soprattutto la ricerca effettuata non potrà, senza appoggiarsi a pagine di buoni contenuti, avere un risultato chiaro ed attendibile affinché venga condiviso nei “social media”. Per questi motivi, il fattore di ottimizzazione della pagine continuerà a rimanere un elemento fondamentale. Rispetto al passato sta contestualmente evolvendo il modo di fare SEO. I fattori on-page resteranno imporanti ma autementarro fortemente i fattori off-page con valore “sociale”. Il contenuto resterà prioritario ma cambierà la sua funzione.

    Non più blog connessi tra di loro per creare matrici di link infinite, articoli pubblicati senza alcuna originalità, testi grammaticalmente sbagliati, contenuti duplicati presi da fonti esterne. Il SEO si evolverà e dovendosi confrontare con persone con gusti e preferenze diverse attivamente presenti in rete, si svestirà di tutto ciò che è stato e indosserà un nuovo abito. Ecco nascere la SEO ETICA. Perché in un mondo digitale fatto di persone che si incontrano sarà l’etica e la correttezza a fare la vera differenza.

    Stiamo vivendo una nuova evoluzione della comunicazione digitale, nuovi scenari si apriranno con nuove modalità di interazione.

    Assisteremo al passaggio da “search engine” a “social search engine” ? Vedremo la nascita di una nuova modalità di ricerca basata sul “universal social engine”? Il SEO non sarà solo search engine optimization ma si trasfomerà in social ethic optimization?

     
    • Massimo 10:29 PM on 19/02/2010 Permalink

      Articolo veramente interessante. Complimenti!

    • Arturo Salerno 9:47 PM on 25/02/2010 Permalink

      Grazie Massimo ;-)

    • Elettrix 9:11 PM on 14/07/2010 Permalink

      Sì condivido! Un post molto interessante. Chissà se hai già previsto il nuovo futuro dell’attività di SEO?

    • Arturo Salerno 10:05 PM on 14/07/2010 Permalink

      Grazie…passeremo da Search Engine Optimization a Social Engine Optimization :)

  • Arturo Salerno 9:15 AM on 31/01/2010 Permalink | Reply  

    Pay per click e turismo online: alcune istruzioni per l’uso 

    Le campagne “pay per click”, ovvero i collegamenti sponsorizzati nei risultati dei motori di ricerca, sono una forma di pubblicità e in quanto tale devono essere considerate. Rispetto al posizionamento classico nei risultati organici, le campagne “pay per click” si basano sul principio secondo cui l’inserzionista pagherà una tariffa per ogni click che riceve sul proprio annuncio pubblicitario in formato testuale.

    Per realizzare delle campagne pubblicitarie efficaci in modalità PPC (pay per click ) è necessario fare alcune puntualizzazioni al fine di utilizzare questa strategia di promozione (mi piace definirla strategia di supporto alla visibilità) nel migliore dei modi possibile per promuovere la propria attività turistica.

    E’ fondamentale, onde evitare uno spreco inutile di risorse economiche, avere ben in mente l’obiettivo da raggiungere e il budget da investire. Risulta fondamentale, nonché prioritario, il monitoraggio dei risultati per ottimizzare l’investimento sostenuto (ROI – ritorno economico a seguito di un investimento) e riuscire a generare il maggior numero possibile di conversioni. Una volta definito il budget di spesa, il target delle campagne e le parole chiavi da utilizzare, bisogna procedere a creare annunci testuali accattivanti e costruire pagine sul sito (tecnicamente chiamate landing page – pagina di atterraggio) ottimizzate per raggiungere lo scopo prefissato.

    Le campagne “pay per click” non devono mai e poi mai sostituire il classico posizionamento nei motori di ricerca e né tantomeno bisogna costruire su di esse una visibilità effimera, che verrà a mancare nel momento in cui il budget destinato sarà esaurito. L’obiettivo è convertire: trasformare l’utente che accede alla pagina in un cliente immediato o in un futuro potenziale cliente.

    L’argomento è così ampio che bisognerebbe analizzarlo in diversi step per raggiungere una visione d’insieme completa. In questo post mi soffermerò su alcuni suggerimenti per chi opera nel mondo del turismo.

    Quali possibil scenari turistici online per una campagna di “pay per click”?

    • Strutture ricettive appena inaugurate che vogliono iniziare a creare “brand awareness” e farsi conoscere per parole chiavi specifiche in attesa di essere posizionati nei risultati organici
    • Necessità di promuovere offerte speciali limitate nel tempo
    • Promuovere l’attività in periodi dell’anno legati alla stagionalità della propria offerta turistica e del territorio
    • In concomitanza di eventi e mostre presenti nelle vicinanze della struttura ricettiva
    • A seguito di campagne di promozione sui media tradizionali
    • Per lanciare nuovi servizi ricettivi e ricreativi

    Quando utilizzarla?

    • Quando l’obiettivo da raggiungere è chiaro e preciso (iscrizione newsletter, preventivo pacchetto vacanca, vendite on-line, etc)
    • Quando il budget di spesa da investire è definito nel tempo
    • Quando il target di riferimento della campagna è pronto ad essere intercettato
    • Quando il sito è in una fase di scarsa visibilità nei confronti dei diretti competitor
    • Quando si è pronti a dedicare giornalmente tempo e risorse uomo

    Come impostarla?

    • Scegliere il pacchetto di parole chiavi in base al volume di ricerche, alla concorrenza tra inserzionisti e al costo medio di ogni singolo click
    • Selezionare le parole chiavi a blocchi di 3 evitando combinazioni troppo generiche per un massimo di 30 combinazioni.
    • Suddividere le parole chiavi in diversi blocchi uguali per pertinenza
    • Scegliere il target geografico di riferimento (nazione, località, etc) e inserire il numero telefonico dell’attività che comparirà nei risultati di ricerca su dispositivi “mobile”
    • Evitare di creare delle campagne “no-limits” ovvero delle campagne generiche senza avere in mente una precisa scaletta di inizio e fine promozione.

    Come strutturarla?

    • Creare al massimo 3 annunci per ciascuna compagna inserendo nel titolo dell’annuncio e della descrizione le parole chiavi più pertinenti
    • Creare dei titoli e delle descrizioni che siano quando più possibile chiari e specifici affinchè l’utente sia realmente invogliato a cliccare consapevole di ciò che vogliamo comunicare
    • Testare l’efficacia di ciascun annuncio apportando brevi modifiche nel titolo e nella descrizione utilizzando la teoria dello “split-test”
    • Evitare di utilizzare come metro di valutazione dell’efficacia di un annuncio il CTR (rapporto tra click ricevuti su totale delle volte che l’annuncio viene visualizzato) a discapito del tasso di conversione
    • Inserire negli annunci il link diretto alla landing page appositamente costruita

    Le pagine di arrivo (landing pages)

    • Creare delle pagine di accesso (landing pages) ottimizzate sull’obiettivo da raggiungere
    • Costruiamo le landing page senza elementi grafici di “distrazione” (banner, annunci testuali ad-sense, immagini varie, etc)
    • Strutturare la pagina affinché l’utente possa compiere un’azione in massimo 2 passaggi, ideale sarebbe permettergli di farlo nella stessa pagina
    • Mettere in evidenza una form di contatti affinché l’utente possa lasciare i suoi riferimenti per poi ricontattarlo in un secondo momento quando la campagna sarà conclusa
    • Inserire nella pagina i link di condivisione sui social network
    • Evitare di inserire link di approfondimento onde evitare che l’utente si disperda e non venga monitorato correttamente
    • Ottimizzare il testo della pagina con le parole chiavi inserite nel titolo, nell’abstract e nella descrizione
    • Fare in modo che la landing page sia raggiungibile solo ed esclusivamente dal link inserito nell’annuncio testuale così da evitare di conteggiare negli accessi utenti che non provengono dalla campagna di “pay per click”
    • Evitare assolutamente di disabilitare la funzione “back” del browser
    • Utilizzare, se possibile, i video per mostrare le nuove funzionalità da promuovere

    Monitoraggio dei risultati

    • Inserire il codice di Google Adwords nelle pagine di “conclusione” azione (ringraziamento dopo compilazione form, conferma prenotazione, conferma iscrizione newsletter, etc)
    • Mettere in comunicazione l’account di Google Analytics con Google Adwords
    • Pubblicare nella pagine di arrivo un codice identificativo della promozione e associarlo alla form di contatto. Così sarà semplice effettuare dei report precisi. Questo sarà utile in futuro per capire se il cliente è stato fidelizzato a seguito di una campagna “pay per click”
    • Creare un codice “promo” da mettete accanto al numero telefonico di contatto cosicché l’utente che proverà a chiamare telefonicamente sarà invogliato a dirlo a voce

    Alcune risorse online utili da utilizzare

    Utilizzare la funzione di Google “ricerche correlate” presente all’interno della funzione “Mostra opzioni” per conoscere le query utilizzate dagli utenti.
    Google Keywords Tool per conoscere il volume di ricerche, la concorrenza e il costo medio di ciascun click.
    Utilizzare i dati di Google Analytics per capire il tempo medio di permanenza dell’utente sulla landing page
    Riuscire a dare un quadro d’insieme non è semplice. Gestire efficacemente delle campagne di “pay per click” è spesso molto complesso. Cercherò in un prossimo post di essere meno tecnico e fare un esempio pratico per un hotel che vuole promuovere un’offerta vacanza. Considerate questo articolo come anticipazione su un argomento da trattare in modo più approfondito.

     
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