Ogniqualvolta ci si ferma a riflettere, nel proprio lavoro, a quale sia il modo più adeguato e più geniale per tentare di realizzare un progetto, un sogno tutto proprio ci si scontra sempre con un terribile muro fatto spesso dalla constatazione che gira e rigira si va a creare solo una nuova versione di acqua calda.

Il giusto approccio, si sa e per chi non lo sa che se lo ricordi, per realizzare un prodotto nuovo non può prescindere da una serie di studi ed analisi preliminari, focalizzati innanzitutto sullo stato dell’arte nel settore in cui si vuole investire con la propria idea. A tal proposito, mi sono chiesto e poi risposto, come posso affacciarmi con la mia idea al mondo turistico sul web oggi?

Facciamo una brevissima analisi, partendo da una semplice domanda: cosa c’è di turistico sul web in questo momento?
Beh abbiamo numerosi siti di hotel, ben and breakfast, agriturismi, mete, diari di viaggio, tour operator, piattaforme di booking e altro ancora già consolidate o ancora emergenti che rendono il settore particolarmente competitivo e per alcune mete a volte veramente difficile da scalare in vetta alle classifiche, ad esempio ai risultati organici di Google o ai CPC AdWords.

In più mettiamoci la stagionalità, che per il turismo, tanto offline che sul web, gioca un ruolo fondamentale, quindi l’analisi deve tenere conto anche degli aspetti di periodicità del settore turistico. Non meno importante l’ecosistema web turistico è fatto da una serie di ecosistemi che come un solido ad innumerevoli faccie, ne compongono parti più specifiche e sempre più complesse (dicasi anche nicchie).

Per cui: mettiamo il caso che io voglia investire in un progetto turistico e considerando tutto quanto riportato sopra, che rappresenta solo una parte delle possibili considerazioni che si devono fare in fase di analisi di fattibilità di un progetto, costruissi un sito web o meglio un’entità online da zero.
Quali sarebbero i rischi? (Posto che l’idea è di per sè mediamente vincente)

  1. Cerco di intrufolarmi in una nicchia altamente competitiva e prima di vedere qualche risultato aspetterò almeno un anno. Anno in cui devo investire costantemente in qualcosa, la sola presenza non basta. Lo sappiamo fin troppo bene.
  2. Se investo su un progetto da zero, allora dovrò affrontare dei costi per costruire il tutto, tanto di sviluppo materiale di software, loghi e quant’altro; altrettanto per un piano editoriale/di contenuti che necessariamente devono essere presenti!
  3. Devo competere a questo punto, in tutto quanto detto fin’ora, con realtà già consolidate nel tempo, tanto da fattori misurabili (es. numero di links, età del dominio, traffico, brand awarness) quanto non misurabili (es. fiducia instillata nei lettori)

Detto questo, fra me e me, ho provato una strada diversa: quella dell’acquisizione di una realtà già presente online.
Questa forma di investimento, a mio avviso e se fatta bene -ovvero contrattando bene i termini con la controparte-, consente di avere una presenza che già risponde a sufficienza ai 3 rischi che ho evidenziato, con la possibilità di entrare nel settore non più da zero ma di investire sulla mia idea partendo da un volano che è già stato messo in moto. A tal proposito, l’unica cosa a cui si deve stare attenti e cauti è il rapporto di fiducia: quindi mantenere quanto più possibili intatte linee editoriali, comunicazione e rapporto con gli utenti (ad esempio attraverso i canali social) in modo da entrare con educazione e voglia di fare nelle loro vite digitali.

Nel mio caso, dunque, ho avuto modo di entrare nelle vite di ben 9.000 utenti facebook ai quali mi sono presentato, come uno di loro, tendendo una mano e un orecchio, nell’obiettivo di continuare un percorso assieme e di fare altrettanta strada mettendo quanto più di buono e di meglio potessi nella realtà acquisita. Ciò mi ha dato feedback positivi, traffico invariato sul sito, e la possibilità di avere il loro consenso (più o meno diretto) a sviluppare nuove idee. Perchè ricordiamoci, emulando la dolcissima canzone “Per fare un albero” il cui testo è stato scritto da Gianni Rodari, per fare un sito ci vogliono gli utenti e per fare utenti ci vogliono le persone. Ecco, appunto, le persone. Trattandosi di turismo, parliamo di ricordi, emozioni, suoni, profumi appartenenti alle persone.

Eccovi quindi il mio nuovo progetto, che sto portando avanti con grandi sforzi, ma che sicuramente mi dà la possibilità di contare tanto su un passato solido quanto un futuro tutto da scrivere!